Bombe atomiche del suono

Report concerto Atoms for peace – Milano, 17 luglio 2013

Prendiamo il calcio contemporaneo, quello che ogni tanto ci fa un po’ schifare. Talvolta succede così: arriva uno sceicco plurimilionario, compra campioni a suon di oro nero, esalta le piazze. Poi non riesce a vincere i trofei più importanti, i campioni, messi insieme, si deprimono e manifestato la loro natura di prime donne, prendendo però gli stessi soldi. Si menano tutti negli spogliatoi, l’oro nero porta tanti occhi neri.
In questi casi, manca la base: la spirito di squadra. Ci vogliono anni per costruirlo, non servono solo i campioni, ma quelli che portano le borracce, che non alzano la testa e sudano, che non si atteggiano a “salvatori della patria” e non cercano i riflettori. Meglio ancora se i campioni hanno spirito da gregari (rarissimo), i tempi si accorciano. Undici campioni con lo spirito da gregari formerebbero la squadra dei sogni.

Anche nella musica succede così, si mettono insieme dei mostri sacri e spesso il risultato è deludente. Diffidare dei supergruppi quanto delle supersquadre è dunque più che lecito, a meno che non ci siano di mezzo i cinque atomici “neonati” di ieri sera. Loro non suonano per farsi belli e neppure per incassare la vile pecunia, ma per vagare estasiati nell’Oltre, alla ricerca di un risultato nuovo, collettivo.

Gli Atoms for peace hanno almeno tre leader carismatici, che si mettono al servizio della squadra. Oscillano tra indie, afro-beat, elettronica minimalista, ma non escono mai dalle righe individualmente. Palesano piuttosto lo spirito collaborativo da musicisti jazz. Non c’è solo l’anguillesco Thom Yorke a farla da padrone, anche se tutto prende le mosse dal suo album da solista: The Eraser. C’è Flea, il bassista dei Red Hot, che da solo riuscirebbe a tenere sveglio un reparto di narcolettici. C’è Nigel Goldrich, lo stratega, il Liedholm dell’arrangiamento melodico. E poi ci sono i due “chiamiamoli gregari”, Joey Waronker (alla batteria) e Mauro Refosco (alle percussioni), due geni al servizio (pragmatico) dell’arte, che si adeguano a correttori di bozze, aggiungendo gli accenti qua e là, dove mancano, ed esortando di nascosto  le folle a ondeggiare.

Morale della favola sonora? Se qualcuno definisce gli Atoms, un po’ provocatoriamente, una band “costruita a tavolino”, bèh, si sbaglia. A meno che per tavolino non intenda una tavola imbandita con ogni ben di dio, proveniente da culture, esperienze, background diversi. Insomma, un trionfo della nuovelle cuisine, in cui prevale una riuscita ricerca dell’agrodolce. I commensali, poi, sembrano essersi scelti per “affinità elettive”, altro che strategie “markettare” o sceicchi. Alla base, ci sono un raffinato senso del gusto e una propulsione all’esplorazione critica, che fungono da integratori istantanei delle diversità.

Prendete il succitato The Eraser, un album intimistico, da ascoltare di notte durante un solitario viaggio in treno, e sentite i nuovi arrangiamenti dal vivo, vi accorgerete subito che il sapore cambia. Da dolce ad agrodolce. Volumi più alti, giri di basso slappato-mozzafiato, giochi pirotecnici di batteria, synth e percussioni. Restare immobili a pensare risulta ora impossibile. La metafisica trapassa nella fisica dei corpi, in una straordinaria riscoperta dell’energia materica. Insomma, tutto ciò che Thom voleva comunicare giunge ora in modo più diretto, epidermico, sensazionale in pieno spirito live music: “mangi” e godi.

Per concludere, sono andato a Milano per vedere “Messi” e “Cristiano Ronaldo” insieme in un all star team nuovo di pacca, sedotto brutalmente dai loro nomi e dalla convenienza del biglietto (appena 30 euro). Sono partito scettico, con l’idea che fossero dei fenomeni, ma che non si passassero troppo la palla e, invece, la sorpresa è stata sconvolgente… La palla ha girato sempre, non si è mai fermata, quei vecchi volponi, che sembra giochino insieme da una vita, hanno messo in piedi un tiqui taqua dell’animo, un vero e proprio mantra dell’Assoluto, roba che solo i ricchi di spirito (altro che sceicchi!) possono regalare alla gente.

Atoms for peace
Set list – Milano 17 luglio 2013

1 Before Your Very Eyes…
2 Default
3 The Clock
(Thom Yorke song)
4 Ingenue
5 Stuck Together Pieces
6 Unless
7 And It Rained All Night
(Thom Yorke song)
8 Harrowdown Hill
(Thom Yorke song)
9 Dropped
10 Cymbal Rush
(Thom Yorke song)

Encore:
11 The Hollow Earth
(Thom Yorke song)
12 Feeling Pulled Apart by Horses
(Thom Yorke song)
13 The Eraser
(Thom Yorke song)
14 Amok

Encore 2:
15 Atoms for Peace
(Thom Yorke song)
16 Black Swan
(Thom Yorke song)


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2 commenti

    1. Ciao Emiliano,

      che dire, alla fine direi che ci troviamo d’accordo su tutta la linea. Tra l’altro abbiamo avuto un percorso simile, da scettici a “sublimati”. Spero non avvenga il percorso inverso al prossimo concerto degli AFP, dove partiremo con ben altre aspettative 🙂

      Concordo anche sul fatto che nessun video di Youtube rende giustizia alla verità, ma soprattutto perché le qualità audio dei youtubers sono fortemente unprofessional (a rimetterci è soprattutto il basso di Flea).

      Per il resto piacere di conoscerti, darò senz’altro una sbirciata al tuo blog nei giorni a venire!

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